Gli atleti e i loro bioenneatipi
Nello sport emerge la nostra umanità
In questi giorni di Olimpiadi in corso a Parigi, mi capita spesso di osservare i giochi, gli atleti, le partite con la lente del BioEnneagramma®. Evento di risonanza mondiale, che mette in luce valori universalmente riconosciuti: sportività, lealtà, onestà, determinazione, tensione verso l’obiettivo, rispetto, condivisione, consapevolezza di sé, forza di volontà, impegno, senso di responsabilità, umiltà, capacità di mettersi al servizio della squadra (quella che in Collage chiamiamo Groupability®…).
Sono tutte qualità che ritroviamo fra le atlete e gli atleti che partecipano ai giochi. E proprio gli elementi valoriali sono le prime caratteristiche che sottolineiamo nel BioEnneagramma®: perché con questa mappa di personalità vogliamo dare innanzitutto spazio alle risorse e alla tendenza auto realizzativa specifica di ogni persona.
Fin dall’inizio della nostra esistenza, infatti, partiamo con un bagaglio di talenti e risorse potenziali che ci arrivano dal patrimonio genetico ereditato in parti uguali dai nostri due genitori; poi, via via che facciamo le nostre esperienze di vita momento per momento, strutturiamo nel tempo la nostra personalità rispondendo agli infiniti stimoli che ci provengono dall’ambiente.
Ma posto che tali stimoli non sono sempre positivi (non rispondono ai nostri bisogni/aspettative e non favoriscono il pieno sviluppo delle nostre potenzialità), il carattere si fonda spesso su meccanismi di difesa, protezione e adattamento all’ambiente che, pur funzionali nel qui e ora dell’esperienza, tendono a irrigidirsi con l’età, trasformandosi in automatismi disfunzionali e nevrotici di cui spesso non siamo consapevoli (ma che gli altri, in genere, colgono, come ci ricorda la finestra di Johari).
Oltre ai valori, gli aspetti disfunzionali
E anche alle Olimpiadi, ovviamente, vengono fuori gli aspetti disfunzionali degli esseri umani... Dalle reazioni di un atleta che ha perso rispetto alla sconfitta, a quella su un arbitraggio vissuto come penalizzante, oppure di fronte al tifo del pubblico per l’avversaio, o ancora in seguito ai commenti negativi di un giornalista… le occasioni per far emergere il peggio di noi ci sono anche nello sport.
La difficoltà di accettare che altri pensino e sentano in modo diverso da noi, e che ci possano essere molti, moltissimi sguardi per osservare la realtà: tutti – è questo il punto! – con un proprio intrinseco valore, come spiega appunto il BioEnneagramma®, che presenta ben nove (o 27) “sguardi” principali e molte altre sfaccettature, offrendo una visione poliedrica sulle cose.

