Un approccio integrato

Bioenergetica Gestalt Enneagramma

Tre indirizzi complementari per lavorare nella relazione d’aiuto

Il mio approccio integrato prevede l’applicazione della metodologia teorico-esperienziale caratteristica sia della Gestalt sia della Bioenergetica, con l’utilizzo della mappa di personalità dell’Enneagramma e delle costellazioni. Sono discipline e strumenti che ho imparato negli anni a unire, trovando la mia modalità sia per accompagnare i clienti nella relazione individuale, sia per insegnare la professione ai miei allievi, i futuri counselor che seguono il percorso formativo di Collage Counseling.

Questo significa valorizzare:

1) il corpo, come strumento per entrare in contatto con se stessi e con gli altri, per far affiorare le emozioni ed esprimerle in maniera intensa e completa, per attivare e modulare la propria energia;

2) il lavoro sul carattere, utilizzando le mappe di personalità fornite dall’Enneagramma e dalla Bioenergetica.

3) l’esperienza vissuta, operando soprattutto nel presente, ovvero nel qui e ora;

4) il coinvolgimento attivo ed empatico del counselor, con la sua intuizione, creatività e congruenza;

5) uno sguardo continuo sulla dinamica tra counselor e cliente nello svolgersi della relazione.

Lavorare con la parola e con il corpo

Questo approccio integrato cerca, dopo avere inquadrato il problema, di far esplorare la tematica portata dal cliente non solo con la parola, ma anche con il corpo, lavorando in particolare con le emozioni, che sono di fatto mentali e corporee. Il counselor resta sempre in osservazione delle risposte che emergono e aiuta poi il cliente a integrare a livello cognitivo ciò che ha sentito, percepito e compreso durante l’esperienza.

I tre livelli sulla base dei quali si esprime l’essere umano (cognitivo, emozionale e corporeo) si possono infatti utilizzare simultaneamente per fare esperienze, conoscere il mondo, osservare le proprie reazioni, comprendere la possibile origine delle reazioni stesse e provare a sperimentarsi in modalità nuove e inconsuete, osservando se risultano più adeguate e funzionali all’ambiente in cui si trova ad agire. Tutto ciò in tempi brevi, mediante l’uso simultaneo, appunto, dei tre canali: cognitivo, emozionale e corporeo.

Nella relazione con il cliente pertanto il counselor integra sempre la parte verbale con quella corporea, portando alla consapevolezza quanto comunicato in maniera implicita attraverso il linguaggio del corpo, che si esprime attraverso la postura, le strutture muscolari, i gesti, i segnali espressivi, la mimica facciale, accompagnando il cliente a esplorare le proprie difficoltà e a promuovere le proprie risorse, finalizzate a soddisfare il desiderio di cambiamento evolutivo e una migliore qualità della vita. Si tratta di un lavoro attento e graduale, che tiene conto dell’associazione fra i meccanismi corporei e le percezioni emotive, offrendo al cliente la possibilità, nel rispetto dei suoi tempi e spazi, di lasciare andare inibizioni e condizionamenti e manifestare con autenticità e libertà i propri talenti e potenzialità.

Questo comporta una grande fiducia nei confronti del cliente, rispetto per i suoi tempi e modi, attenzione alle sue aspettative, ai suoi valori e alle sue modalità. Fondamentale è far sentire al cliente una stretta alleanza con il counselor: che è lì per lui, per accompagnarlo in un percorso che è soprattutto suo, e non per condurlo dove il cliente non vuole, non sa e non ha chiesto.