Interrogarsi per tempo
Quale tipo di padre o madre diventeremo?
Abbiamo parlato dell’importanza, per i genitori, di conoscere il bioenneatipo dei figli, in modo da capirli meglio e facilitare la relazione con loro. Ma può essere altrettanto importante, per chi è genitore o vuole diventarlo, scoprire il proprio bioenneatipo, in vista di una possibile modulazione degli aspetti caratteriali che possono maggiormente impattare nel rapporto con i figli.
Non dimentichiamo infatti che la nostra tipologia caratteriale, quale che sia il bioenneatipo con le sue varianti sottotipiche, si muove, a seconda delle situazioni, tra aspetti valoriali, ovvero qualità positive, e aspetti disfunzionali, ovvero caratteristiche che possono, sempre a seconda delle situazioni, manifestarsi come più o meno negative nella ricaduta sull’ambiente in cui ci muoviamo.
La nascita di un figlio, e prima ancora i nove mesi di attesa, sono eventi così importanti e pieni di sfaccettature da avere un enorme impatto, sia sulla madre sia sul padre. E se è vero che molti futuri genitori – quelli, in particolare, che lo diventeranno per la prima volta – si preoccupano di “studiare” come sarà la gravidanza, come avverrà il parto o l’allattamento, o anche come allestire la stanza, la culla, il lettino, i vestitini del nascituro…. quanti si preoccupano di accogliere il figlio che verrà lavorando su di sé e sulle proprie criticità caratteriali, per creare le basi di un ambiente più “sano”?Purtroppo, quasi nessuno.
Non solo. Un altro elemento importante è dato da come la futura nascita viene accolta nella coppia.
Il figlio che verrà è stato desiderato, cercato, voluto? O è capitato per caso? E’ frutto di un rapporto di coppia in cui l’amore e il progetto familiare sono al primo posto? O invece di un rapporto casuale, o peggio ancora forzato? E come si svolge la gravidanza? Serena, piena di momenti di ascolto e osservazione da parte della madre e del futuro padre, che insieme si godono l’attesa offrendo a chi arriverà un “nido” accogliente? O il bimbo passa i nove mesi di vita intrauterina già assorbendo le criticità genitoriali (soprattutto materne, visto che è con lei che ha diretto contatto)?
Il figlio che verrà è stato desiderato, cercato, voluto? O è capitato per caso? E’ frutto di un rapporto di coppia in cui l’amore e il progetto familiare sono al primo posto? O invece di un rapporto casuale, o peggio ancora forzato? E come si svolge la gravidanza? Serena, piena di momenti di ascolto e osservazione da parte della madre e del futuro padre, che insieme si godono l’attesa offrendo a chi arriverà un “nido” accogliente? O il bimbo passa i nove mesi di vita intrauterina già assorbendo le criticità genitoriali (soprattutto materne, visto che è con lei che ha diretto contatto)?
Lavorare su di sé con il BioEnneagramma® consente ai futuri genitori non solo di prepararsi meglio ad accogliere il nascituro, ma di attraversare la fase delicata della gravidanza imparando a stare nei cambiamenti e nelle inevitabili trasformazioni (anche fisiche per la madre, energetiche, emotive e cognitive per entrambi) con maggiore consapevolezza, acquisendo competenze che permettono non solo di accettare le differenze nella coppia ma di valorizzare di più le risorse che entrambi possono mettere in campo.

