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Human

Il valore di essere umani

L’opera straordinaria di Yann Arthus-Bertrand

finalmente anche in italiano

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Finalmente al cinema in Italia e in dvd Human, l’opera straordinaria del regista Yann Arthus-Bertrand, che nel corso di due anni di lavoro ha realizzato 2.020 interviste in 60 Paesi, dando voce a chi spesso non ne ha. Ha poi alternato le interviste a immagini aeree del Pianeta – le foto che già lo hanno reso famoso – fondendo così tra Umanità e Natura il suo messaggio universale.

Non è facile dare voce all’Umano, tanto più se le persone si trovano a rispondere a domande sulla libertà e sull’amore, sulla morte e sul dolore, sulla paura e sulla rabbia. Eppure questo film – spettacolare senza dare spettacolo – mette in luce i sentimenti più intimi e profondi di uomini e donne di ogni età, condizione, cultura, in una sintesi estrema e per questo estremamente efficace.

Le tre ore – due nella versione più breve – di film scorrono via, volto dopo volto, racconto dopo racconto, mettendo a nudo l’animo di chi vive in povertà, in guerra, in prigione, vittima di violenza privata e pubblica, perseguitato dalla omofobia o dal razzismo. Le diverse condizioni umane vengono narrate da persone diverse che hanno accettato di condividere il proprio pensiero e la propria visione del mondo senza maschera. A cominciare dal primo intervistato, un uomo in carcere che spiega come da un delitto orribile sia potuta nascere una nuova consapevolezza sul significato dell’amore.

Le interviste sono suddivise in blocchi separati da immagini di spazi naturali, a volta abitati a volte no, con umani al lavoro, o in cammino. Umani che sembrano minuscoli nell’immensità dell’ambiente che li circonda, o giganti intenti a trasformarlo con la loro opera. Commenta il regista francese: “Sono un uomo fra sette miliardi di altri uomini. Negli ultimi 40 anni ho fotografato il nostro pianeta e la diversità umana, e ho l’impressione che l’umanità non stia facendo alcun progresso. Non sempre riusciamo a vivere insieme. Perché? Non ho cercato una risposta nelle statistiche o nelle analisi, ma nell’uomo stesso. Nei visi, negli sguardi e nelle parole trovo un potente mezzo per arrivare alle profondità dell’animo umano. A ogni incontro, ci si avvicina di un passo. Ogni storia è unica. Nell’esplorare le esperienze dell’Altro, ero in cerca di comprensione”.

Dinanzi alla domanda su che senso abbia la vita uno degli intervistati inizialmente si ritrae e poi trova una sintesi perfetta: “Far sì che il messaggio che ognuno di noi bambino porta in sé arrivi all’adulto che diverrà senza disperdersi”. È solo una delle innumerevoli occasioni di riflessione che il film offre.