Mai dare per scontato…
Relazioni, tra illusione e delusione
Mi permetto di portare un’immagine vegetale: una riflessione sulla “cipolla delle aspettative”. Cipolla che, come sappiamo, alle volte sembra bellissima da fuori ma presenta, quando la tagliamo, uno o più strati interni (le tuniche del bulbo) marce.
Perché uso questa metafora? Perché molto spesso, quando facciamo qualcosa, soprattutto se d’impulso, non siamo in grado di osservare quali aspettative mettiamo in gioco in quel momento. E, se ci riflettiamo, di solito ne vediamo tutt’al più una – lo strato più superficiale – ma non tutte quelle sottostanti. E soprattutto non vediamo che sono illusorie, e in quanto tali fonte di sofferenza.
Qualche esempio? Noi siamo pieni di aspettative, positive e negative: su di noi, sull’ambiente, sulle relazioni, sulle persone che conosciamo e persino sugli sconosciuti.Se abbiamo mangiato bene in un certo ristorante, ci torniamo con l’aspettativa di mangiare bene di nuovo, pur scegliendo un piatto diverso dal menù, mentre se ci siamo trovati male tenderemo a non rimetterci piede, nel timore di rifare un’esperienza negativa.
Se una persona ci piace, ci aspettiamo che abbia anche una serie di altre qualità; viceversa, coltiviamo il pregiudizio (i temi sono collegati) che abbia tutta una sfilza di difetti. Si tratta, in effetti, di bias o distorsioni cognitive, che agiscono di solito senza che ne siamo consapevoli.
Se una persona ci piace, ci aspettiamo che abbia anche una serie di altre qualità; viceversa, coltiviamo il pregiudizio (i temi sono collegati) che abbia tutta una sfilza di difetti. Si tratta, in effetti, di bias o distorsioni cognitive, che agiscono di solito senza che ne siamo consapevoli.
Il punto è che, portandoci dietro queste convinzioni, le applichiamo alle nostre relazioni. E la regina di tutte le aspettative è che gli altri si comportino in un certo modo perché noi in quella situazione o in un caso simile faremmo in quel modo, dando per scontato (altra parola chiave) che gli altri funzionino come noi e che il nostro modo di funzionare sia quello giusto, evidente, sensato ecc.
Questo avviene soprattutto nelle relazioni più strette: tra geitori e figli e tra partner.
Quanti genitori riversano sui figli aspettative legate, troppo spesso, alle proprie frustrazioni? E a volte pretendono che la figlia o il figlio faccia – negli studi, nella professione – quello che loro non sono riusciti a suo tempo a fare? E quanta sofferenza si produce quando a una/un bambina/o vengono imposti traguardi troppo difficili, o persino irraggiungibili, solo per soddisfare l’ego di mamma o papà?
Quanto alle coppie, mi rendo conto che la questione delle aspettative è praticamente sempre presente: A rimane delusa/o da B perché si aspettava che… era convinta/o che… dava per scontato che…
Quanti genitori riversano sui figli aspettative legate, troppo spesso, alle proprie frustrazioni? E a volte pretendono che la figlia o il figlio faccia – negli studi, nella professione – quello che loro non sono riusciti a suo tempo a fare? E quanta sofferenza si produce quando a una/un bambina/o vengono imposti traguardi troppo difficili, o persino irraggiungibili, solo per soddisfare l’ego di mamma o papà?Quanto alle coppie, mi rendo conto che la questione delle aspettative è praticamente sempre presente: A rimane delusa/o da B perché si aspettava che… era convinta/o che… dava per scontato che…
Peccato che non funzioni così. Non solo: l’aspettativa più “evidente” spesso ne nasconde altre, profonde, il cui mancato appagamento fa ancor più soffrire perché va a intaccare l’identità stessa di chi le mette in campo. La delusione, insomma, non è legata solo a un certo fatto o situazione, ma diventa totalizzante, a 360 gradi. E’ lo strato marcio della cipolla, che rischia di rovinarla tutta.
Lavorare su di sé con il BioEnneagramma® pernette di evidenziare, per ciascun tipo di personalità, quali sono le aspettative caratteriali più tipiche, quelle in cui cadiamo più facilmente perché sono collegate al nostro modo di essere, di pensare, di vivere, di amare, di emozionarci.

