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Non si può non comunicare

Siamo tutti sempre in relazione

Parliamo con le parole e con il corpo

Anche se non ce ne rendiamo conto, noi umani siamo, tutte e tutti, sempre in relazione (anzi, siamo immersi in molteplici reti relazionali). E siamo sempre in comunicazione.
Anzi, non possiamo non comunciare… anche quando non ne siamo consapevoli.
Comunichiamo con le parole, ma anche e soprattutto con il corpo, ovvero con il paraverbale (tono, ritno, volume della voce, pause, silenzi ecc.) e con la mimica facciale, la gestualità, la postura, la posizione nello spazio, la prossemica ecc.
Il BioEnneagramma® ci insegna che ogni bioenneatipo ha un proprio modo di comunicare, consapevole o meno. E tutti abbiamo i nostri “angoli ciechi”, quelle parti di noi che fatichiamo a vedere, e che a volte NON vogliamo vedere, come ci mostra la Finestra di Johari. Con la nostra mappa di personalità possiamo fare un salto di qualità e scoprire nuovi aspetti di noi.

In ambito professionale e privato, nei rapporti one-to-one e gruppali, con noi stessi e on gli altri, siamo persone sempre in relazione e in comunicazione. Nel suo libro Pragmatica della comunicazione umana, Paul Watzlawick ha ampiamente dimostrato che tutto è messaggio, consapevole o meno.
Le parole, il silenzio, l’attività hanno dunque sempre valore di messaggio: la nostra comunicazione -consapevole o meno – influenza gli altri, così come gli altri rispondono a tale comunicazione - consapevoli o meno – con altra comunicazione.

L’importanza della “punteggiatura”

Non solo: ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno di relazione e la natura di una relazione dipende dalla “punteggiatura” delle sequenze di comunicazione tra i comunicanti, dal “ping pong” verbale e non che si crea fra le persone che si parlano, e dalle pause e dai silenzi che intercorrono tra il parlato. Modi diversi di punteggiare le sequenze possono anche produrre incomprensioni, contrasti, conflitti: perché in genere ognuno interpreta il proprio comportamento come conseguenza di quello altrui, non come causa.

La comunicazione umana, dunque, è composta da codici analogici e numerici, che corrispondono per lo più ad aspetti relazionali e ad aspetti di contenuto. E tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari, basati su uguaglianza (si rispecchia il comportamento dell’altro) o differenza (posizioni diverse).
Se il linguaggio verbale, paraverbale e corporeo è, in senso lato, l’interfaccia tra noi e gli altri nelle relazioni personali e professionali, la comunicazione analogica rappresenta ogni comunicazione non verbale (le posizioni e posture del corpo, le espressioni del viso, i gesti) e paraverbale (tono, ritmo, volume della voce) ed è necessaria per veicolare e definire la relazione, mentre il linguaggio numerico, le parole, serve a scambiare informazioni, trasmettere conoscenze, veicolare contenuti.
È fondamentale padroneggiarli tutti, imparando a modulare l’espressione di ciò che intendiamo comunicare e a leggere ciò che gli altri ci comunicano.