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Piacersi o non piacersi

Impressioni a prima vista

Come gestire simpatie e antipatie

All’interno delle formazioni che svolgo in alcune aziende, basati sulle competenze gruppali che chiamiamo Groupability®, porto anche il BioEnneagramma® come mappa di personalità che consente – già a un livello base di conoscenza – di lavorare su di sé e sulle dinamiche relazionali nell’ambito della propria vita professionale.
Conoscere i nove bioenneatipi e i loro sottotipi – quanto meno come infarinatura generale – permette infatti di affrontare in un modo nuovo ed estremamente efficace le tematiche legate alla gestione dei conflitti all’interno di team e gruppi di lavoro, in qualsiasi tipo di organizzazione.
Come? Partendo dalla costatazione che in qualsiasi gruppo ci può sempre essere qualcuno che ci sta antipatico “a pelle” e che, ovviamente, a nostra volta possiamo stare antipatici a qualcuno. E questo fatto è non solo possibile, ma naturale, normale, persino legittimo.
Lavorare sulla gestione e trasformazione dei conflitti infatti non significa mirare per forza al “volemose bene”: vuol dire piuttosto impegnarsi a identificare, in primis, quali sono le caratteristiche altrui che ci danno più fastidio e che attivano (“triggerano”) la nostra rabbia, agendo come fattore di rischio nella creazione di un conflitto.
Il punto è che non sempre le persone con cui abbiamo a che fare mettono in campo degli atteggiamenti e dei comportamenti che possiamo chiaramente identificare e, volendo, “disattivare”. Spesso ci troviamo in situazioni gruppali in cui, non conoscendo le persone, è l’impatto iniziale che conta. E può capitare che qualcuno ci stia antipatico proprio “a prima vista”. E non sapremmo nemmeno dire perché.

In tali casi… è come se fosse una questione “energetica”, non attribuibile a un elemento somatico preciso. Allora ci interroghiamo per capire cosa sta succedendo, a volte sentendoci pure in colpa per la sensazione di fastidio/incertezza/ansia che proviamo. Sarà lo sguardo? la piega delle labbra? la pettinatura? la forma del viso? un gesto delle mani? Oppure l’abito/il vestito?

Difficile dirlo. La persona che ci troviamo davanti, anche senza aprire bocca, quindi a prescindere dal linguaggio verbale e paraverbale, semplicemente non ci piace o addirittura ci “respinge”, che è il contrario di “attrae” (ci sono persone, infatti, che sempre a pelle ci piacciono subito; anche in questo caso non sappiamo perché, ma non andiamo in crisi e non ci sentiamo in colpa…).

Che fare dunque rispetto a queste antipatie/simpatie apparentemente prive di senso? Come dare loro, invece, un senso, in modo da imparare a gestire le possibili conseguenze? Perché se a starci antipatica è la persona con cui dovremo collaborare a un progetto, o quella con cui condivideremo la scrivania o una stanza, o ancora quella con cui giocheremo in squadra, o quella che ci farà da capo… la situazione può farsi imbarazzante, se non pesante.

Lavorare con il BioEnneagramma® ci permette di identificare anche questi “segnali” corporeo/energetici e associarli ad altre caratteristche dei singoli individui, per poterli interpretare e dare loro un significato “accettabile”, in termini emotivi e cognitivi, integrando quelle informazioni con tutte le altre di cui disponiamo. Ci serve insomma ad accettare le differenze anche quando sono “impercettibili” e non sappiamo come maneggiarle.