Ri-conoscersi nel BioEnneagramma®
Per cominciare, troviamoci in una triade
“Come faccio a capire il mio tipo di personalità?” è la prima domanda che mi fanno le persone con le quali parlo del BioEnneagramma® e soprattutto quelle con le quali lo utilizzo nel mio lavoro, clienti di counseling e allieve/i in formazione. Riconoscersi in un certo tipo di personalità non è scontato: richiede la disponibilità a mettersi in gioco con apertura, a vedere di sé le qualità e risorse ma anche le criticità.
Noi siamo, infatti, e vale per tutte e tutti, un mix di aspetti valoriali e non, ed è su entrambi che dobbiamo lavorare. Riconoscere e valorizzare le parti migliori di sé è importante quanto riconoscere e smussare le “punte nevrotiche”, ovvero gli aspetti disfunzionali che mettiamo in campo nelle nostre relazioni, private e professionali.
E, aggiungo, non è una buona idea affidarsi a un test, come ho scritto in un altro articolo.
Allora, da dove cominciare?La mappa del BioEnneagramma® divide i nove “personaggi” che costituiscono le basi fondamentali dei diversi modi umani di stare nel mondo in tre triadi. I “bioenneatipi” sono infatti raggruppati a tre a tre sulla base di caratteristiche comuni: Due, Tre e Quattro, posizionati a destra sulla circonferenza, sono i caratteri più emotivi e hanno come sfondo emotivo la tristezza; Cinque, Sei e Sette, a sinistra, sono quelli più razionali e hanno come sfondo emotivo la paura; Otto, Nove e Uno, in alto nella mappa, sono quelli più impulsivi e hanno come sfondo emotivo la rabbia.
Al di là delle differenze legate ai singoli tratti di personalità, c’è dunque una tendenza di fondo collegata all’emozione principale, che distingue i tre gruppi nel loro modo di vedere il mondo e di percepire la realtà: gli emotivi privilegiano il sentire e tendono a essere più in contatto con i propri sentimenti ed emozioni (e a volte possono esserne travolti); i razionali privilegiano il capire e tendono a mettere in campo la ragione e il pensiero; gli impulsivi privilegiano il fare e tendono a essere più rivolti all’azione.

