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Tristezza, paura o rabbia?

La nostra emozione nucleare

Come reagiamo nelle varie situazioni della vita

Una delle differenze più “spiazzanti” nelle nostre relazioni ha a che fare con le diverse reazioni che abbiamo in situazioni simili o di fronte a uno stesso evento.

Immaginiamo per esempio di essere un gruppo di amici in aeroporto e che l’aereo che ci dovrebbe portare in vacanza venga cancellato. Qualcuno di noi potrà reagire d’impulso con rabbia, qualcuno andrà subito in ansia pensando alle possibili ripercussioni, qualcuno sentirà una profonda tristezza per quello che potrebbe perdere a causa del ritardo… In casi come questi è difficile capirsi, la comunicazione può complicarsi, le scelte sul da farsi rischiano di diventare problematiche.

Tutto questo perché le reazioni emotive sono strettamente legate al nostro tipo di personalità: sono quelle che spesso indichiamo come qualcosa “più forte di me”, emergono da dentro e si manifestano in modalità espressive più o meno intense a seconda, appunto, del bioenneatipo e delle sue varianti.

Le situazioni in cui proviamo queste emozioni sono innumerevoli, pressoché quotidiane, e persino piccoli fatti possono attivare qualcosa di ben più profondo: dalla frustrazione per un’ingiustizia subita o nel sentirsi impotenti in un certo contesto, alla delusione per non vedersi riconosciuti nel proprio valore o non essere riusciti a dare il meglio di sé, all’ansia per una sensazione di minaccia o pericolo o per qualcosa che non possiamo controllare.

Lavorare con il BioEnneagramma® ci permette di capire quali sono le emozioni nucleari che ci sono più congeniali, dato che ogni bioenneatipo fa parte di una triade che è connotata da una specifica emozione nucleare tra tristezza, paura e rabbia. E ci aiuta a gestirne meglio l’espressione e a intervenire con maggiore efficacia nelle relazioni, soprattutto se conflittuali.

I nove bioenneatipi sono raggruppati infatti a tre a tre sulla base di caratteristiche comuni: al di là delle differenze legate ai singoli tratti bioenneatipici, c’è una tendenza di fondo, collegata all’emozione principale, che li distingue nel loro modo di vedere il mondo e di percepire la realtà. Il Due, Tre e Quattro sono i caratteri più emotivi: tendono a essere più in contatto con i propri sentimenti e hanno come sfondo emotivo la tristezza; il Cinque, Sei e Sette sono i più razionali: tendono a privilegiare il pensiero  e hanno come sfondo la paura; gli Otto, Nove e Uno sono i più impulsivi: tendono a essere più rivolti all’azione e hanno come sfondo la rabbia.

La gioia, che nella letteratura esistente sull’Enneagramma non viene presa in considerazione, è la quarta emozione nucleare dalla quale non si può prescindere e che pongo al centro della mappa, a indicare che felicità, benessere, piacere (nelle varie declinazioni possibili) sono il nucleo vitale ed essenziale da cui tutti noi esseri umani partiamo e al quale tutti possiamo aspirare a ritornare.

E noi come reagiamo, quando qualcosa non va o non ci piace, quando succede un imprevisto, quando le nostre aspettative vengono infrante…? Andiamo reattivamente più nella paura, nella tristezza o nella rabbia?