Skip to content Skip to footer

27 modi di essere

Le varianti dei bioenneatipi

Un ricchissimo ventaglio di personalità

Per lavorare su noi stessi con il BioEnneagramma® e arrivare a una maggiore consapevolezza e conoscenza di sé, è importante non solo individuare il proprio bioenneatipo con i suoi aspetti valoriali e nevrotici, ma anche conoscere l’influenza che hanno sia le nostre due “ali”, ovvero i bioenneatipi posti sulla circonferenza a destra e a sinistra della nostra base, sia i nostri “collegamenti”, ovvero i due bioenneatipi con i quali siamo collegati dalle linee poste all’interno del disegno della mappa.
Non solo. Le infinite sfumature dei nostri caratteri sono legate anche all’influenza che hanno i biosottotipi, ovvero le tre varianti di ogni bioenneatipo. Vediamone insieme il significato, che è molto importante.
Posto che gli esseri umani si muovono in tre ambiti relazionali principali – la relazione con se stessi, quella one-to-one e quella con gli altri in generale -, è possibile individuare per ogni bioenneatipo tre istinti, a seconda dell’ambito dell’esistenza in cui tendenzialmente investe più energie (e non sempre in modo funzionale!):
1) quello della relazione con sé, e quindi della sopravvivenza, della soddisfazione dei bisogni primari e della sicurezza nel mondo fisico, per il conservativo;
2) quello del rapporto one-to-one o di coppia, non solo affettiva, per il duale;
3) quello del rapporto con gli altri in generale e dell’appartenenza a un gruppo per il sociale.
Fra tutti, arriviamo a un ricchissimo e sofisticato ventaglio di 27 biosottotipi (le cui parole chiave sono sintetizzate nello schema a fianco).
Posto che ognuno di noi possiede tutti e tre gli istinti con le relative varianti, spesso uno dei tre prevale (ed è “dominante” nella proporzione fra i tre), caratterizzando ulteriormente il nostro modo di essere; poi c’è un secondo biosottotipo meno influente rispetto al primo; e il terzo in alcuni casi è decisamente meno significativo degli altri due ed è quello “rimosso”.
È possibile pertanto evidenziare, in base a qual è il secondo sottotipo prevalente, una suddivisione ulteriore di tipologie, arrivando a 54 biosottotipi.

Per fare un esempio: una persona di un certo bioenneatipo può essere sociale e avere come secondo biosottotipo quello duale e per terzo il conservativo; un’altra persona, dello stesso bioenneatipo, e avendo sempre il sociale come dominante, può avere invece come secondo il conservativo e terzo il duale: pur essendo molto “simili”, avranno delle sfumature di personalità differenti).

In realtà, nel corso della vita e a seconda del momento e delle situazioni, ognuno di noi può tendere a “oscillare” tra un biosottotipo e l’altro, e uno degli obiettivi evolutivi è proprio quello di arrivare a equilibrarli, in modo da essere più funzionali nelle relazioni e da stare bene o comunque muoversi al meglio possibile in tutti e tre gli ambiti dell’esistenza.