Un’esperienza impagabile
Avere in casa amici a quattrozampe
Ci sono cose che possono capire solo coloro che vivono con un cane. Io sono sempre vissuta con dei cani, almeno da quando ho potuto; ovvero da quando sono andata ad abitare per conto mio.
Da bambina, in realtà, d’estate giocavo con Roby, il pastore tedesco che stava nella nostra casa di campagna, in Brianza. E lui, intelligentissimo, mi faceva rotolare delicatamente con il muso sul prato, senza farmi alcun male. Ma mia madre non voleva cani in casa a Milano. E ho dovuto aspettare i vent’anni.
Prima è stata la volta di Stellina, una cagnetta trovata all’Eremo di Assisi, randagia e un po’ ferita, e portata a Milano nel luglio 1976, che è vissuta con me per circa 12 anni, condividendo per un certo periodo la mia casa da single insieme a ben quattro gatti. Con due in particolare si trovava a suo agio, al punto che permetteva loro di “fare la pasta” sulla sua pancia, sdraiata sul divano….
Poi è arrivato Rakim, un piccolo meticcio di segugio preso al canile municipale di Milano nel luglio 1989. “Levrugio dell’Oman”, lo chiamavamo, indicandolo come tale a chi chiedeva di che razza fosse, per via della sua taglia snella e del nome ispirato a una sura del Corano. E c’era chi ci crdeva, o rispondeva con aria saputa: “Ah, già…!” E sembrava che sorridesse sotto i baffi. Compagno di avventure e di passeggiate in montagna, andava persino in moto… Morto nel 2001, è sepolto nel giardino di una coppia di amici, affacciato sul mare.
E ancora Gas, un incrocio labrador-doberman preso al canile a capodanno del 2003 quando aveva circa un anno. Era stato trovato insieme ad altri 15 cagnetti in una sorta di “canile-lager” ed era l’unico del gruppo che non fosse così traumatizzato da non poter essere adottato. Aveva la passione dell’acqua e della neve e non perdeva una pozza o un laghetto per farsi una nuotata.
Nera invece è arrivata a Chiaravalle come “regalo di Natale” il 24 dicembre 2005, quando aveva poco più di due mesi e mezzo. Sembrava una matassa di pelo nero con le zampotte da labrador… ma è rimasta piccolina, con il pelo nero come la pece. Lei e Gas si sono subito “fiutati” bene, e sono vissuti insieme, in un rapporto quasi di padre-figlia.
Gas era un cane ‘meditatore’… nel senso che ogni tanto si fermava e andava in uno spazio che solo lui conosceva, perdendosi nell’Iperuranio dei cagnetti. Nera invece pensava sempre e solo a giocare. E gioca ancora oggi che, cambiata casa e “famiglia”, vive insieme a Pata, un’altra femmina più giovane di cinque anni, e ha ben due “cuccioli” umani, gemelli di sette anni e mezzo, con cui confrontarsi.
I cani hanno tutti un loro carattere. Anzi, si possono proprio identificare con gli enneatipi. Nera, per esempio, è un E2: seduttiva e permalosa, orgogliosa e bisognosa d’affetto. Pata un E9: dove la metti sta, accomodante, flemmatica e imperturbabile nella sua pigrizia… Guardando entrambe negli occhi è incredibile quante cose si leggano. Negli occhi di un cane c’è un universo che noi umani non possiamo immaginare.

