Lavorare con i pupazzetti playmobil
Domenica 17 maggio 2026 a Milano
“Costellazioni gestaltiche 2026” è una giornata di formazione e aggiornamento, per Counselor diplomati e in formazione, che si svolge domenica 17 maggio 2026 dalle ore 9,30 alle 18,30, condotta da me in presenza a Milano.
Le costellazioni gestaltiche con i pupazzetti playmobil, che ho messo a punto nel 2010, possono essere utilizzate nelle sessioni di counseling e di coaching, con clienti individuali, coppie e gruppi, oltre che nelle formazioni con organizzazioni e aziende.
Si ispirano alle costellazioni familiari di Bert Hellinger e mutuano l’uso dei pupazzetti playmobil dal lavoro di Jacob e Sieglinde Schneider.
Dopo la mia formazione in Costellazioni con Attilio Piazza, ho infatti seguito una formazione specifica con Sieglinde, arrivando poi a elaborare un mio metodo, che ho trasmesso poi negli anni ai miei allievi nelle formazioni in counseling. E sono felice di sapere che tantissimi di loro le usano… avendole integrate nel loro modo di lavorare, a volte anche chiamandole con nomi diversi.
La giornata si svolge presso il Centro Kailash, piazzale Gambara 7/4 a Milano (fermata M1 Gambara), al costo di 95 euro da pagare con bonifico bancario.
Il corso è riconosciuto da AssoCounseling come aggiornamento professionale (Codice univoco: CUR/8173/2026) per 8 crediti.
Per informazioni chiamare il 339 5324006 oppure scrivere a callegari@alessandracallegari.it.
Scarica il modulo di iscrizione in pdf: collage_moduloiscrizione_costellazioni_gestaltiche_2026
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Perché le chiamo “costellazioni gestaltiche”
Sono “costellazioni gestaltiche” perché si integrano bene con l’approccio della Gestalt, con un focus privilegiato sul qui e ora, sulle emozioni, sul corpo, sulla consapevolezza di sé come un tutto e come sistema all’interno di vari sistemi.
Si possono usare per rappresentare il qui e ora della propria realtà, in un esercizio di consapevolezza che trasforma il percepito dei propri vissuti e l’immagine mentale che ne abbiamo in una rappresentazione esterna, per di più dinamica, rispetto alla quale misurarsi e prendere la giusta distanza.
Si lavora sul sentire i movimenti interni via via che si procede con la costellazione; e poiché i pupazzetti hanno una loro fisicità e plasticità, si lavora anche sull’energia che entra in campo, sull’uso dello spazio all’interno del territorio assegnato. Il processo non è statico ma dinamico (la persona muove, sposta, cambia) e facendolo viene messo in gioco sia il corpo del cliente sia quello del conduttore.
Questo determina in genere nuovi insight e comprensioni delle relazioni che abbiamo con il mondo, nel senso più ampio del termine; e si può intervenire sulla rappresentazione per dare spazio ai propri bisogni e desideri. Si lavora cioè su come si vorrebbe che fosse la realtà, in un’esperienza simbolica di trasformazione che produce nuovi insight da elaborare poi nel percorso di counseling o coaching.
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