Lavorare con i pupazzetti playmobil
Domenica 30 novembre 2025 a Milano
“Costellazioni gestaltiche 2025” è una giornata di formazione e aggiornamento, per Counselor diplomati e in formazione, che si svolge domenica 30 novembre 2025 dalle ore 9,30 alle 18,30, condotta da me in presenza a Milano.
Le costellazioni gestaltiche con i pupazzetti playmobil, che ho messo a punto nel 2010, possono essere utilizzate nelle sessioni di counseling con i clienti individuali e con le coppie, oltre che nelle formazioni con organizzazioni e aziende, e più in generale con i gruppi.
Si ispirano alle costellazioni familiari di Bert Hellinger e mutuano l’uso dei pupazzetti playmobil dal lavoro di Jacob e Sieglinde Schneider.
Dopo la mia formazione in Costellazioni con Attilio Piazza, ho infatti seguito una formazione specifica con Sieglinde, arrivando poi a elaborare un mio metodo, che ho trasmesso poi negli anni ai miei allievi nelle formazioni in counseling. E sono felice di sapere che tantissimi di loro le usano… avendole integrate nel loro modo di lavorare, a volte anche chiamandole con nomi diversi.
La giornata si svolge presso il Centro Kailash, piazzale Gambara 7/4 a Milano (fermata M1 Gambara), al costo di 80 euro + iva da pagare con bonifico bancario.
Il corso è riconosciuto da AssoCounseling come aggiornamento professionale (Codice univoco: CUR/7945/2025, per 8 crediti).
Scarica il modulo di iscrizione in pdf: collage_moduloiscrizione_costellazioni_gestaltiche_2025
Per informazioni chiamare il 339 5324006 oppure scrivere a segreteria@collageformazione.it

Sono “costellazioni gestaltiche” perché si integrano bene con l’approccio della Gestalt, con un focus privilegiato sul qui e ora, sulle emozioni, sul corpo, sulla consapevolezza di sé come un tutto e come sistema all’interno di vari sistemi.
Si lavora sul sentire i movimenti interni via via che si procede con la costellazione o rappresentazione; e poiché i pupazzetti hanno una loro fisicità e plasticità, si lavora anche sull’energia che entra in campo, sull’uso dello spazio all’interno del territorio assegnato: il lavoro non è statico ma dinamico (la persona muove, sposta, ecc.) e facendolo viene messo in gioco sia il corpo del cliente sia quello del conduttore.
Tali costellazioni si possono usare per rappresentare il qui e ora della propria realtà, in un esercizio di consapevolezza che trasforma il percepito dei propri vissuti e la rappresentazione mentale che ne abbiamo in una rappresentazione esterna, per di più dinamica, rispetto alla quale misurarsi e prendere la giusta distanza.
Questo determina in genere nuovi insight e comprensioni delle relazioni che abbiamo con il mondo, nel senso più ampio del termine; e il lavoro dinamico consente di intervenire sulla rappresentazione per dare spazio ai propri bisogni e desideri. Si lavora cioè su come si vorrebbe che fosse la realtà, in un’esperienza simbolica di trasformazione che produce nuovi insight da elaborare poi nel percorso di counseling.
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